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Disastri naturali e cambiamenti climatici: un legame inevitabile e pericoloso


Il 13 ottobre di ogni anno si celebra la Giornata internazionale per la riduzione del rischio di disastri naturali, istituita nel 1989 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Quest’anno l’obiettivo dell’ONU è aumentare considerevolmente la disponibilità e l'accesso ai sistemi di allerta precoce e alle informazioni e valutazioni sui fenomeni che potrebbero verificarsi entro il 2030. Sebbene sia importante adottare misure di protezione contro eventi naturali estremi, è fondamentale ricordare che questi ultimi stanno peggiorando e che la strategia più efficace da attuare è la lotta al cambiamento climatico.

Il legame tra attività umane, cambiamento climatico e disastri naturali

Il cambiamento climatico continuerà a rendere sempre più estremi i fenomeni naturali, causando danni per miliardi di dollari. Le attività umane hanno contribuito nel tempo ad aumentare la concentrazione di gas serra nell'atmosfera, provocando un'allarmante variazione delle condizioni climatiche. Questo cambiamento ha contribuito e contribuisce tuttora a generare una serie di eventi che alterano la vita sul pianeta, tra cui appunto le catastrofi naturali. Sul “The Guardian” si legge, infatti, che "non si tratta di disastri naturali, ma di disastri causati dall'uomo, la cui ferocia amplificata è alimentata dal continuo impiego di combustibili fossili e dall'aumento delle emissioni di CO2.”

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Eventi naturali sempre più estremi e il loro impatto

Nella prima metà del 2022, le morti causate dai disastri naturali erano già 4.300. Negli ultimi mesi, si sono poi verificati altri eventi degni di nota, tra cui l'uragano Ian negli Stati Uniti e la tempesta tropicale Julia, che ha colpito duramente il Nicaragua e l'Honduras. L'uragano Ian è tra i 5 peggiori uragani che hanno colpito l'America, con venti estremi e forti piogge che hanno messo in serio pericolo la vita della popolazione. La tempesta di categoria 4 ha fatto cadere oltre mezzo metro di pioggia nella parte centrale della Florida, generando il 10% di precipitazioni in più.

L'intensità di questi ultimi eventi naturali sembra essere legata all'aumento della temperatura degli oceani. Questo perché, acque più calde generano uragani più forti. Non ci sarà quindi da stupirsi se con l'aumento costante della temperatura dei mari, nei prossimi anni questi fenomeni diventeranno sempre più potenti e distruttivi.

I disastri naturali comportano ingenti perdite di denaro in termini di danni. Solo nella prima metà del 2022, i disastri naturali hanno causato perdite per 65 miliardi di dollari. I danni però non riguardano soltanto beni materiali. Si stima, infatti, che nei prossimi trent'anni, 143 milioni di persone saranno costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa dell'innalzamento dei mari, della siccità, dell’aumento delle temperature e di altre catastrofi climatiche. A partire dal 2008, 21,5 milioni di persone hanno già dovuto dire addio alle loro case.

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L'Italia tra caldo record e eventi estremi


Queste recenti catastrofi naturali possono sembrare lontane, ma anche l'Italia ha le sue preoccupazioni. Quest'estate gli italiani hanno dovuto affrontare caldo estremo, siccità e incendi. L'aumento delle temperature ha provocato il crollo di un tratto della Marmolada, il gruppo montuoso più alto delle Dolomiti, causando la morte di 11 persone. A luglio, il termometro segnava 10°C anche sulle cime Alpi Orientali italiane. Secondo l'Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isac-Cnr), il 2022 è l'anno più caldo mai registrato in Italia con effetti estremamente preoccupanti. Secondo il Ministero della Salute, nelle prime settimane di luglio si è verificato un aumento della mortalità pari al 21%, proprio a causa del caldo record. Ultima, ma non meno importante, è stata l’alluvione che ha travolto la regione delle Marche tra il 15 e il 16 settembre. L’evento estremo ha provocato 12 vittime e 50 feriti e ha lasciato senza casa ben 150 persone.


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